commercial and editorial assignments
tag
whentitle
12.23
Rory Gardiner @ C41 Gallery
11.23
Casa Bax
11.23
andreacaputodotcom | Doshi+Dropcity journal
09.23
Movimento | Lake Como Design Festival
09.23
Secolo | Campionario
07.23
Done! | Installation view @ Mudec
07.23
client
Élitis
production
Motel409
06.23
Isabelle Wenzel @ C41 Gallery
06.23
SmallSmall Space | Parklife issue #1
06.23
K-448 | WeManage Studio
06.23
Mo.1950 | The Instant of Change 2023
05.23
links
03.23
C41 Gallery | Installation view documentary
09.22
Orizzontale architecture | Piazze w/ Atto
09.22
Nari Ward @ Piscina Romano
09.22
Bruce Nauman @ Hangar Bicocca
07.22
Unbordering worlds @ Manifesta 14
06.22
NM3 x Bloc Studios | MDW22 @ Ordet
06.22
Quadrodesign | MDW22 stand
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personal projects
output
whentitle
11.24
bim bum bam | Group exhibition @ BiM Milano
11.24
The Others 24
10.24
Sguardi e Macerie | Group exhibition @ Studio DFB Rome
10.24
ArtVerona 24
08.24
In alto, sempre più in alto | Residency
05.24
The phair @ OGR Torino
04.23
Radura | Manifesto
10.23
Abecedario | Group exhibition @ Spazio21 Lodi
07.23
La dolce attesa | Group exhibition @ Galleria Spazzapan
05.23
In May 2023 Associazione Obliquo will present a series of talks and events on independent photography publications.
Obliquo was founded by Mattia Balsamini, Gabriella De Domenico, Studio Creta (Lucia Del Zotto e Federico Manias), Alessandra Giro, Francesca Lucchitta, Gabriele Lucchitta, Maurizio Polese.
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12.22
La solitudine dello spazio is a group exhibition curated by Angela Madesani and presented in december 2022 at Artra Galleria Milano. The gallery is displaying works by Jacopo Valentini, Pierpaolo Curti, Marco Neri and Luca Pancrazzi.
03.22
Accumulation 02 is a group exhibition curated by Fishnet Collective at Spazio MAD (Magadino, CH). The gallery is displaying the latest works by Gabriele Chiapparini e Camilla Marrese, Marcello Maranzan and Umberto Cornaglia.
12.21
Memory is in the surface of landscape racconta il rapporto tra gli insediamenti umani, lo sfruttamento ambientale e il paesaggio naturale all’interno di un territorio circoscritto come quello della Valcellina, in Friuli Venezia Giulia.
Il progetto può essere riassunto come un’indagine visiva sulle superfici del territorio. La superficie è da intendersi sia in senso letterale in quanto soggetto di numerose immagini, sia in maniera più laterale per quanto riguarda il materiale d’archivio, preso in considerazione oltre che per il suo valore storico, anche per quello materico-oggettuale. È sulle superfici che risultano più evidenti i segni delle modifiche e degli sfruttamenti operati dall’uomo, e solo nell’insieme queste formano un’idea completa del cambiamento subìto dal territorio negli anni, costituendo così un corpus che dalle superfici è in grado di scendere in profondità.
Il soggetto principale delle immagini coincide con il Terzo Paesaggio, definito da Clément come quello spazio ai confini, ai margini delle aree addomesticate dall’uomo che viene dimenticato o spesso volutamente ignorato, ma che ormai è il nuovo custode della biodiversità. Trovo che questi spazi diventino spesso il riflesso della memoria collettiva, per certi aspetti in maniera ancora migliore dei libri di storia e dei numerosi studi compiuti sul territorio. Lo fanno in maniera più indiretta: non parlano e descrivono nel dettaglio, ma agiscono più velatamente, facendosi così anche portatori del sentimento collettivo degli abitanti della valle, spesso percepito e vissuto, più che esplicitato ed espresso apertamente.
In un momento storico in cui la questione ambientale si è riaccesa in Valcellina, sottolineando l’urgenza di un intervento di prevenzione e controllo del territorio, il libro vuole gettare uno sguardo sullo stato attuale delle cose, anche in rapporto al passato, e porre inevitabilmente diverse domande per quanto riguarda il futuro.
Lo sguardo rimane tuttavia privo di giudizio morale verso il passato, e si dimostra semmai indagante e in qualche misura curioso verso il futuro: anche la stratificazione grafica operata nella disposizione delle immagini, insieme alle scelte di sequencing, concorrono alla formulazione di sempre nuove domande da parte dell’utente che si trova a sfogliare il materiale, sia all’interno della dimensione-libro, sia per quanto riguarda il futuro del territorio preso in esame, e quindi in un momento successivo ad una prima lettura.
Il percorso visivo non ha bisogno di una spiegazione diretta di per sé, perché solleva domande più che dare giudizi. Il paesaggio, mediato dall’immagine, raggiunge il soggetto, secondo la definizione di Michael Jakob: “il paesaggio come il legame, l’incontro e l’interazione tra un soggetto e la natura (P=S+N)”.
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